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4 maggio 2017

Zavattini e Guareschi, la storia del cinema nella terra della Cipolla Borettana

Un viaggio sulla riva destra del Po, nel regno della Cipollina Borettana, racconta pagine importanti della cinematografia italiana

Don Camillo e Peppone nella Bassa reggiana descritta da Guareschi e Zavattini

Il territorio della Bassa reggiana, tra Luzzara e Brescello, è protagonista di pagine importanti della storia della cinematografia italiana. Proprio qui dove l’orizzonte è una linea piatta, dove la nebbia densa accompagna il Po ovattando ogni suono, grandi scrittori, sceneggiatori e registi hanno trovato ispirazione.

Dalle pagine neorealiste di Cesare Zavattini immerse nelle tradizioni popolari per riflettere sulla società e le condizioni di vita del dopoguerra, alla più ironica commedia all’italiana con la saga di Don Camillo e Peppone, la Bassa è “creatrice”. Del resto proprio Giovannino Guareschi, parlando dei suoi celebri personaggi, diceva: “Ora mica dico di averli creati io. Io ho dato a essi una voce. Chi li ha creati è la Bassa. Io li ho incontrati, li ho presi sottobraccio e li ho fatti camminare su e giù per l’alfabeto…”. Perché la Bassa è anche questo, uno spirito che tutto pervade, che ha riempito di suggestioni l’opera del grande “Za”, Cesare Zavattini, nato a Luzzara, che dell’immaginario collettivo della Bassa, della sua storia e dei suoi sapori ha riempito le sue opere e le sceneggiature cinematografiche.

Da qui, dal territorio più settentrionale della provincia reggiana, l’ideatore delle celebri “maialate”, gli appuntamenti a tavola dove protagonista delle portate è sempre il “divin porcello”, si spingeva nell’Oltrepò mantovano, a Villastrada, dove incontrava anche l’amico cuoco Arneo Nizzoli che ancora oggi, nel suo ristorante, organizza le “maialate”.

Za parlava in dialetto, perché qui era casa, e adorava la buona tavola. Considerava la buona cucina, quella condivisa, un momento creativo. Cappelletti, cotechino, lambrusco, Grana, le gustose Cipolline Borettane all’aceto balsamico e le tante specialità della Bassa erano un momento importante di condivisione con gli amici.

Da Luzzara, dove si trova il Museo nazionale arti naives “Cesare Zavattini” fondato proprio dall’artista che era anche pittore, percorrendo l’argine sulla riva destra del Po verso la provincia ci Parma si incontrano paesi come Guastalla e il suggestivo Lido Po, Gualtieri e la sua splendida piazza con il Museo dedicato al pittore Antonio Ligabue, e quindi Boretto, che ha dato i natali alla regina dei bulbi, la preziosa Cipollina Borettana. Da qui partono i battelli che navigano sul Po fino a raggiungere il delta e sempre qui ha sede il Museo del Po, della navigazione interna e del governo delle acque.

Percorrendo solo 25 chilometri si raggiunge Brescello. Qui, dove il torrente Enza sfocia nel Po, vennero girati i famosi film di Don Camillo e Peppone ispirati ai racconti di Giovannino Guareschi. Visitando la piazza, dove si trovano le statue in bronzo dei due litigiosi rivali-amici, si riconoscono i luoghi del set cinematografico. Un’occasione per gustare le specialità della Bassa e le deliziose Cipolline Borettane che, da intraprendenti viaggiatrici, neppure qui mancano all’appuntamento a tavola servite con gnocco fritto e a contorno dei piatti di carne.

I ristoranti non fanno che ricordarci che Don Camillo e Peppone sono una pagina di storia importante per il paese. E infatti Brescello ha anche un museo dedicato ai due celebri personaggi. Oltre alle locandine e agli abiti scenici originali dei film, nel museo si possono vedere anche gli oggetti usati per le riprese: la moto, le biciclette, l’Ufficio di Peppone. Un viaggio nella Bassa Reggiana non prescinde da un tour enogastronomico, tra le tavole e le osterie che raccontano un magico microcosmo descritto ad arte dal cinema e dalle opere di Guareschi e Zavattini.